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La vicenda della povera Maria Sestina Arcuri e del suo fidanzato Andrea Landolfi è l’emblema di come il nostro sistema giudiziario medioevale vada urgentemente cambiato.

Andrea Landolfi torturato per estorcergli la confessione

La vicenda della morte accidentale di Maria Sestina Arcuri, a seguito di una rovinosa caduta dalle scale a Ronciglione, e dell’incarcerazione del suo fidanzato, utilizzata come tortura per farlo confessare, è l’emblema di come il nostro sistema giudiziario medioevale vada urgentemente cambiato non solo legislativamente ma soprattutto nella mentalità degli inquirenti. Anche se ciò sembra interessare solamente gli imputati (specie se accusati ingiustamente), gli avvocati e i loro investigatori privati autorizzati alle indagini penali difensive.

La mia agenzia investigativa Octopus è autorizzata alle indagini penali difensive dalla riforma del codice del 2003 e ogni giorno assisto a una becera forma di resistenza a migliorare le indagini giudiziarie, rendendole più umane e intelligenti.

Nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 Maria Sestina Arcuri e il suo fidanzato Andrea Landolfi rientrano da una serata al pub. Probabilmente sono un po' brilli e stanno litigando, perché Maria è gelosa. Forse la ragazza decide di andarsene a dormire altrove, ma cade dalle scale e batte malamente la testa, tuttavia non si preoccupa più di tanto e alla fine decide di andare a dormire col fidanzato. Alle 5 del mattino le condizioni di Maria peggiorano e il fidanzato chiama il 118, ma la povera ragazza muore nell’ospedale di Belcolle dopo due giorni di agonia.

La Procura non fa eseguire la TAC sul cervello della vittima, per stabilire se sia stata spinta oppure no; persino un semplice titolare di agenzia investigativa come me sa che oramai da qualche anno è abbastanza facile, svolgendo gli opportuni accertamenti autoptici, distinguere i precipitati accidentali da quelli defenestrati. Gli inquirenti preferiscono il vecchio metodo inquisitorio della tortura: il 25 settembre 2019 mettono in galere Andrea Landolfi nella speranza di vederlo crollare e perseguitano sua nonna Mirella Iezzi per farla testimoniare di aver visto il nipote uccidere la fidanzata.

Dopo un anno e dieci mesi di tortura in carcere Andrea Landolfi, difeso dagli avvocati Daniele Fabrizi e Serena Gasperini, il 19 luglio 2021 viene prosciolto dall’accusa di omicidio perché il fatto non sussiste. Ma la tortura non finisce qui: questo è solamente il primo grado di giudizio… Per non parlare della nonna dell’imputato, passata da vittima e testimone a indagata per falsa testimonianza.

Come insegno ai detective della mia agenzia investigativa Octopus e ho persino scritto nel mio ‘Manuale per il rintraccio delle persone scomparse’, quella del poliziotto buono e del poliziotto cattivo è una tecnica che funziona solamente se si conoscono tutti i segreti del poliziotto buono. È riduttivo fare i duri senza aver prima tentato un approccio amichevole, poiché la “terapia d’urto” inibisce le reazioni degli interlocutori senza permettervi di studiarli sufficientemente. Ma la maggior parte dei Pubblici Ministeri preferisce il vecchio metodo, anche se la storia giudiziaria medioevale è piena di rei confessi e testimoni indotti dal dolore anziché dalla verità.


Pubblicato in data: 27 Jul 2021

 

 

 


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